- Gli indici statunitensi aprono oggi in forte ribasso a causa del ritorno dell'avversione al rischio legata ai fattori geopolitici.
- Donald Trump annuncia la fine della tregua con l'Iran; i prezzi del petrolio Brent salgono bruscamente per il secondo giorno consecutivo, aggiungendo oltre il 3%. Il Brent si avvicina alla soglia dei 78 dollari al barile.
- Il settore tecnologico continua il ritracciamento dei titoli legati all'intelligenza artificiale, mentre Alibaba guadagna quasi il 10%.
- Gli indici statunitensi aprono oggi in forte ribasso a causa del ritorno dell'avversione al rischio legata ai fattori geopolitici.
- Donald Trump annuncia la fine della tregua con l'Iran; i prezzi del petrolio Brent salgono bruscamente per il secondo giorno consecutivo, aggiungendo oltre il 3%. Il Brent si avvicina alla soglia dei 78 dollari al barile.
- Il settore tecnologico continua il ritracciamento dei titoli legati all'intelligenza artificiale, mentre Alibaba guadagna quasi il 10%.
I mercati azionari statunitensi iniziano la seduta odierna caratterizzati da una seconda forte ondata di vendite consecutive e da una fuga degli investitori verso gli asset rifugio, incluso il dollaro statunitense.
Il principale fattore alla base dei ribassi sono state le dichiarazioni inequivocabili del presidente Donald Trump, pronunciate durante il secondo giorno del vertice NATO ad Ankara.
Trump ha dichiarato che il fragile cessate il fuoco con l'Iran è "finito" e ha definito i negoziati una "perdita di tempo".
Nelle sue ultime dichiarazioni, Trump ha parlato della possibilità di ulteriori bombardamenti nella notte successiva, indicando come possibili obiettivi la presa dell'isola di Kharg e un attacco alle infrastrutture di desalinizzazione.
Inoltre, in precedenza gli Stati Uniti avevano ripristinato le sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane dopo aver condotto un attacco contro 80 obiettivi in Iran.
L'intera escalation statunitense rappresenta una risposta all'attacco iraniano contro tre navi mercantili, che ha costituito una violazione evidente dei termini del memorandum sul cessate il fuoco.
È importante ricordare che oggi, alle 20:00, saranno pubblicati i verbali dell'ultima riunione del FOMC.
Sebbene negli ultimi anni l'importanza dei verbali sia diminuita, l'attuale fase caratterizzata da un nuovo presidente della Fed e da una comunicazione più limitata potrebbe rendere nuovamente questo evento un appuntamento rilevante per l'intero mercato finanziario.
Escalation in Medio Oriente e ritorno dei timori sull'inflazione
Le dichiarazioni di Donald Trump si sono riflesse immediatamente sui mercati delle materie prime e del debito.
I contratti sul petrolio Brent sono saliti fino a 79 dollari al barile (il livello più alto dal 22 giugno), mentre il petrolio statunitense WTI è tornato sopra la soglia dei 75 dollari.
La prospettiva di nuove interruzioni nel traffico attraverso lo strategico Stretto di Hormuz ha rafforzato le aspettative di inflazione, provocando un improvviso rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi:
- il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito al 4,57%;
- il rendimento del Treasury biennale è aumentato al 4,22%.
L'aumento dei tassi di interesse di mercato colpisce direttamente le valutazioni degli indici azionari, dove è evidente un ulteriore rafforzamento dell'attuale rotazione dei capitali.
US500
I futures sull'indice S&P 500 perdono circa lo 0,5% all'apertura, scendendo verso il livello di 7.511 punti.
Il mercato azionario più ampio risente delle preoccupazioni legate all'aumento dei costi energetici.
US100
Il Nasdaq 100 tecnologico perde leggermente meno, circa lo 0,25%, attestandosi nell'area dei 29.340 punti.
Il movimento rappresenta un'estensione dei ribassi iniziati ieri, guidati principalmente dalle vendite sui produttori di memorie e semiconduttori.
US30
L'indice Dow Jones registra la performance peggiore, con un calo di circa lo 0,9%.
US2000
L'indice delle società a piccola capitalizzazione Russell 2000 è fortemente penalizzato dall'aumento dei rendimenti obbligazionari.
Attualmente perde circa lo 0,5%, raggiungendo il livello di 2.981 punti.

Nonostante il recente sell-off dei titoli del comparto delle memorie, possiamo osservare un piccolo rimbalzo in alcune società chiave come Western Digital e SanDisk.
Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB
Analisi tecnica US500
Dopo aver testato i 7.600 punti all'inizio di questa settimana, attualmente stiamo assistendo a un ritracciamento verso livelli vicini ai 7.500 punti.
È tuttavia importante sottolineare che l'inizio della seduta è caratterizzato da una forte volatilità, poiché per un breve periodo i ribassi hanno raggiunto i livelli più bassi dal 29 giugno.
Attualmente, il principale livello di supporto si trova nell'area dei 7.400 punti, in corrispondenza del ritracciamento di Fibonacci del 38,2% dell'ultima fase ribassista.
Tuttavia, qualora si verificasse uno scenario in cui Stati Uniti e Iran tornassero al tavolo delle trattative, gli attuali minimi potrebbero rappresentare un'opportunità di acquisto, in particolare per i titoli tecnologici fortemente ipervenduti.
È importante notare che l'indice US500 si trova solamente a circa l'1,5% dai massimi storici.

Le principali notizie societarie dalla sessione di apertura
Il settore energetico tenta il rialzo
L'aumento dei prezzi del petrolio ha alimentato le aspettative per una seduta positiva per i produttori di greggio.
ExxonMobil (XOM.US) ha guadagnato fino al 3% nelle contrattazioni pre-market, ma attualmente è in calo di circa lo 0,5% a causa della forte volatilità sul mercato petrolifero.
È importante sottolineare che oggi sono emerse notizie secondo cui gli utili del secondo trimestre di Exxon sarebbero stati sostenuti da circa 4 miliardi di dollari di benefici derivanti dagli elevati prezzi del petrolio durante il conflitto in Medio Oriente.
Il titolo è comunque salito del 3,0% in seguito alle notizie secondo cui il conflitto con l'Iran avrebbe aumentato gli utili del secondo trimestre di quasi 4 miliardi di dollari.
Chevron (CVX.US) guadagna lo 0,8%, mentre Occidental Petroleum (OXY.US) sale dell'1,7% dopo il miglioramento del giudizio da parte di Evercore ISI a "outperform".
Sell-off dei produttori di chip e aziende legate all'intelligenza artificiale
Gli investitori stanno riducendo massicciamente l'esposizione alle posizioni tecnologiche più affollate.
Nvidia (NVDA.US) perde oltre lo 0,4% all'apertura, proseguendo il calo in corso (il titolo si trova già circa il 16% sotto il massimo di maggio).
D'altra parte, si osserva un rimbalzo dei produttori di memorie dopo i recenti forti ribassi.
- SanDisk (SNDK.US) sale di quasi il 4%;
- Micron (MU.US) guadagna attualmente lo 0,8%, dopo essere arrivata a perdere fino al 6% nelle contrattazioni pre-market;
- Western Digital (WDC.US) registra anch'essa un rimbalzo del 4%.
Alibaba (BABA.US) guida i rialzi
Gli ADR statunitensi del colosso cinese dell'e-commerce sono balzati del 10% nelle contrattazioni pre-market e il rialzo prosegue anche nella seduta regolare, con il titolo che ha raggiunto circa quota 108 dollari.
L'ottimismo in vista dei prossimi risultati finanziari ha favorito un afflusso di capitali verso le grandi società internet cinesi.
Ne hanno beneficiato anche:
- Baidu (BIDU.US), in rialzo del 5,0%;
- JD.com (JD.US), in rialzo del 3,2%.
Compagnie aeree e società crocieristiche sotto pressione a causa del carburante più costoso
La prospettiva di costi operativi più elevati sta penalizzando le aziende maggiormente esposte ai prezzi del carburante per aviazione (jet fuel).
- United Airlines (UAL.US) perde il 2,9%;
- il colosso dei viaggi e delle crociere Carnival (CCL.US) scende del 3,1%.
FuelCell Energy (FCEL.US) crolla ai minimi
Le azioni della società stanno perdendo il 12% dopo la definizione ufficiale di una nuova offerta pubblica di 10,7 milioni di azioni al prezzo di 21,00 dollari per azione.
Il prezzo dell'offerta rappresenta uno sconto significativo rispetto alle recenti valutazioni di mercato.
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