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11:06 · 8 aprile 2026

Variazioni del mercato Forex legate alla guerra: il dollaro USA crolla 💥; dollaro australiano, dollaro neozelandese e franco svizzero rimbalzano 🚀

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La sospensione di due settimane delle operazioni militari statunitensi contro l’Iran ha innescato oggi un forte scossone nel mercato FX, invertendo gran parte dei movimenti osservati nelle ultime settimane. Su un ampio paniere di valute, le valute cicliche risultano le più acquistate, con NZD, SEK e ZAR in testa, mentre USD e CAD si collocano in fondo alla classifica di forza.

Coppie come NZDUSD, AUDUSD e GBPUSD stanno rimbalzando bruscamente, beneficiando del contemporaneo rialzo dei futures sugli indici statunitensi e del forte sell-off del petrolio dopo il più grande calo giornaliero del greggio degli ultimi anni. L’indice del dollaro scende di circa lo 0,9%, il che — in un contesto di forte ripresa dell’appetito per il rischio sui mercati azionari — indebolisce la domanda per gli asset rifugio e mette in secondo piano le posizioni difensive in USD e, in parte, anche in JPY.

La reazione odierna segue lo schema osservato nelle ultime settimane, in cui i cambiamenti nell’intensità del conflitto con l’Iran si traducono rapidamente in movimenti tra dollaro, yen, petrolio e oro, aumentando la volatilità nelle principali coppie valutarie. Sopra è mostrata una heatmap della volatilità nel mercato FX. Fonte: xStation.

Tuttavia, il principale beneficiario della combinazione odierna di banca centrale hawkish e de-escalation globale rimane il kiwi: dopo la decisione della RBNZ, il cambio NZD/USD è salito temporaneamente fino al 2% circa, a quota 0,5844, e attualmente mantiene guadagni intorno all’1,7% con un tasso di cambio di circa 0,5824. Gli investitori hanno interpretato il comunicato della banca come una “pausa hawkish” — la RBNZ ha segnalato chiaramente la disponibilità ad aumenti rapidi dei tassi se l’inflazione dovesse estendersi oltre il settore energetico e iniziare a influenzare salari e aspettative sui prezzi. Allo stesso tempo, la banca ha sottolineato che lo shock dell’offerta legato al precedente aumento dei prezzi del petrolio è temporaneo e che una domanda interna più debole e l’aumento della capacità inutilizzata limitano il rischio di un secondo ciclo inflazionistico. In questo contesto, il NZD beneficia in due modi: come valuta con un premio di tasso relativamente elevato e come classico rappresentante del paniere “risk-on”, che sta tornando in favore dopo la sospensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Se la finestra per i colloqui di pace a Islamabad non dovesse chiudersi troppo bruscamente, l’attuale vantaggio del NZD rispetto all’USD potrebbe mantenersi, anche se l’instabilità persistente nella regione e il rischio di un’escalation improvvisa richiedono ancora cautela nell’estendere le posizioni.

La coppia NZDUSD ha testato oggi un importante punto di controllo di lungo periodo segnato dalla EMA a 200 giorni. Il retest, finora, non ha avuto successo.

 

Fonte: xStation

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