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17:48 · 24 marzo 2026

Wall Street di nuovo sotto pressione 📉 I titoli IT calano, il settore petrolifero e del gas sale alle stelle

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Il sentiment del mercato azionario statunitense rimane fragile, mentre gli investitori cercano di scontare un’ampia gamma di possibili scenari legati al conflitto in Medio Oriente, ricevendo segnali diplomatici contrastanti da Washington. I futures sull’S&P 500 sono in calo dello 0,8%, dopo oscillazioni tra guadagni e perdite nelle prime fasi, evidenziando l’incertezza persistente. La mancanza di de-escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran aumenta i rischi di recessione, mentre un accordo rapido potrebbe innescare un rally di sollievo. I titoli tecnologici sono sotto pressione significativa, con vendite marcate nel settore software, che pesano sul sentiment azionario più ampio.

I rendimenti dei Treasury USA sono saliti, con il decennale a 2 anni in aumento al 3,88% (+3 punti base), suggerendo una domanda limitata di asset rifugio nonostante le tensioni geopolitiche.
I prezzi del petrolio sono tornati sopra i 90 dollari al barile, recuperando parte delle perdite precedenti, mentre i mercati continuano a scontare potenziali interruzioni dell’offerta nella regione.
Il dollaro USA si è rafforzato dello 0,2%, mentre l’oro è rimasto relativamente stabile, indicando un flusso verso la sicurezza selettivo piuttosto che generalizzato.

L’ottimismo iniziale sulle possibili trattative di pace è rapidamente svanito, dopo che l’Iran ha smentito notizie di negoziati sostanziali con gli Stati Uniti, nonostante precedenti dichiarazioni di Donald Trump.
Il sentiment è peggiorato ulteriormente dopo le notizie secondo cui gli alleati del Golfo Persico potrebbero coinvolgersi, aumentando il rischio di un’escalation regionale più ampia.
L’ampia gamma di scenari possibili sta alimentando una volatilità elevata sui mercati globali.

Le azioni europee hanno registrato un modesto aumento dello 0,1%, con Puig Brands in evidenza, in rialzo fino al 17% dopo le notizie di trattative di acquisizione con Estée Lauder.
L’oro ha cancellato i guadagni precedenti dopo che la Turchia ha segnalato la possibilità di utilizzare le proprie riserve auree per sostenere la valuta.
Gli investitori rimangono preoccupati per gli effetti economici duraturi, anche se il conflitto dovesse de-escalare rapidamente. Secondo UBS, la volatilità è destinata a rimanere elevata perché:

  • le scorte di petrolio dovranno essere ricostruite,
  • le catene di approvvigionamento potrebbero restare interrotte,
  • le economie continueranno a subire gli effetti secondari dello shock sull’offerta.

UBS mantiene un posizionamento difensivo in Europa, riducendo l’esposizione ai settori ciclici, comprese le banche.

Escalation del conflitto militare in Medio Oriente
La situazione militare resta tesa e in escalation: l’Iran ha lanciato attacchi notturni su obiettivi israeliani e basi USA, l’Arabia Saudita ha intercettato droni, il Kuwait ha riportato danni a infrastrutture energetiche, e sirene sono state attivate anche in Bahrein.

QatarEnergy ha dichiarato forza maggiore sulle forniture di GNL verso Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina, aumentando le preoccupazioni sull’approvvigionamento energetico globale.
Anche le infrastrutture energetiche in Iran sono state colpite, comprese strutture a Isfahan e un oleodotto che rifornisce la centrale elettrica di Khorramshahr.
I mercati restano in “iper-allerta”, con gli investitori in attesa di conferme su negoziati formali USA–Iran che possano fornire indicazioni più chiare.

Grafici (xStation5)
US500 (D1): volatilità elevata con pressione ribassista a dominare le sessioni recenti.

Fonte: xStation5

Visione di settore: il petrolio continua la sua tendenza al rialzo, mentre Microsoft e altri titoli del settore IT estendono i cali.

Fonte: xStation5

Corporate news

 

  • I futures azionari statunitensi hanno ridotto le perdite iniziali dopo l’apertura del mercato cash, sebbene la volatilità rimanga elevata; i contratti sull’S&P 500 sono rimasti sostanzialmente invariati.
  • Titoli in evidenza nel pre-market:
  • Jefferies Financial Group (JEF) è salita del 9,5% nel pre-market, dopo che il Financial Times ha riportato che Sumitomo Mitsui Financial Group sta valutando una possibile acquisizione, con gli investitori che scontano un potenziale premio d’acquisto.
  • JFrog (FROG) è aumentata del 2% prima dell’apertura, dopo un upgrade di UBS (da neutral a buy), con gli analisti che hanno evidenziato fondamentali resilienti nonostante la debolezza recente del prezzo delle azioni.
  • Ralph Lauren (RL) ha guadagnato l’1,7% nel pre-market, dopo che Citi ha promosso il titolo a buy, citando il successo nell’elevazione del brand e il miglioramento della performance operativa.
  • Trian Fund Management e General Catalyst Group hanno modificato i termini del loro accordo definitivo per l’acquisizione di Janus Henderson.
  • Ares Strategic Income Fund ha segnalato richieste di riacquisto di azioni pari all’11,6% del capitale in circolazione, significativamente al di sopra del limite previsto del 5%.
  • Apollo Global Management sta limitando i rimborsi da uno dei suoi maggiori fondi di credito privato non quotato per investitori retail, a fronte di richieste di prelievo elevate.
  • Netgear (NTGR) è salita del 16% nel pre-market, dopo che la FCC ha deciso di vietare le importazioni di nuovi router consumer prodotti all’estero, migliorando potenzialmente il contesto competitivo per i produttori nazionali.

 

Fonte: xStation5

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