Trimestrali buone per Google e Tesla, meno per IBM che soffre di un vero e proprio rallentamento strutturale. Nella notte il Nikkei sale seppur di poco, lo Yen rimane inchiodato a 163 e il mercato é in attesa delle dichiarazioni della Lagarde in occasione della riunione della Bce in merito ai tassi.
Trimestrali buone per Google e Tesla, male IBM
Ottima trimestrale per Google che si conferma effettivamente una delle migliori aziende al mondo. Fatturato in crescita di un 24% su base annuale, il settore del Cloud sale di oltre l'80% confermando le aspettative rosee degli operatori. Tesla mostra una buona trimestrale con una ripresa della crescita del fatturato di circa un 26% ma di fatto non convince molto, infatti a fronte di questa crescita abbiamo visto anche un aumento considerevole dei costi di circa un 47% su base annuale. In ogni caso nella notte i titoli sono scesi nell'afterhours con Google che scende di un -2,9% e Tesla di un -4%, confermando la teoria secondo cui a trimestrale buona non corrisponde necessariamente un mercato che premia il titolo, la classica decorrelazione delle trimestrali. IBM va male, evento giá anticipato nel corso delle scorse sedute con il crollo visto dopo la lettera agli investitori pubblicata dal Ceo in merito al rallentamento dell'azienda. Anche qui viene confermata la decorrelazione tra trimestrali e mercato con IBM che si trova a ridosso dei prezzi di chiusura di ieri, giá in un trend negativo oramai strutturale nel breve termine.
Oggi la BCE e attesa per la Lagarde
Tassi che rimarranno molto probabilmente fermi, l'inflazione é di fatto calata ritornando sotto il muro del 3%, si attende quindi il discorso di Christine Lagarde in merito a questo scenario macro. Se con il petrolio in netto rialzo ci si aspetta una forte salita dell'inflazione, cosa dobbiamo aspettarci con un petrolio tra i 70 e gli 80 dollari? Questo é l'interrogativo principale al quale la Bce dovrá fornire delle risposte nella giornata di oggi dove ci si attende solamente un indizio su quanto potrebbe succedere a breve sui tassi. La risposta piú scontata é ovviamente quella relativa all'attesa dei dati, l'approccio data-driven classico della Bce, ossia attendere i prossimi dati sull'inflazione e prendere decisioni in merito quando i dati saranno pronti nel corso dei prossimi mesi.
Yen a 163
Continua il cambio UsdJpy a rimanere sopra o a ridosso dei 163, livelli assolutamente impensabili fino a qualche mese fa. La BoJ é intervenuta anche ben al di sotto dal 2022 ad oggi, per il momento rimane in attesa che il mercato faccia il suo corso ma a quanto pare nulla sembra frenare la corsa di questo cambio. Al momento vediamo peró la formazione di una resistenza a ridosso di area 163,10-163,20 livelli dai quali potrebbe partire un movimento ribassista che potrebbe far ben sperare la BoJ per evitare l'ennesimo intervento. In ogni caso ricordiamo che la prossima settimana ci sará la riunione di politica monetaria dove proprio la BoJ sará chiamata a dare risposte in merito a questa situazione. Per il momento la dinamica sul cambio rimane rialzista fino a prova contraria, il monitoraggio delle resistenze tecniche é doveroso per anticipare eventuali movimenti ribassisti.
Petrolio verso i 90 dollari?
Molta attenzione sul petrolio Wti che sta tentando di accelerare verso l'alto, puntando cosí i 90 dollari al barile. La dinamica tecnica del petrolio é peró ribassista su base mensile, ossia i prezzi puntano verso il basso, pertanto i livelli attuali potrebbero fare da resistenza nel brevissimo termine. Non si dia per scontato un rialzo per la ripresa delle ostilitá tra Iran e Usa, errore che é costato caro ad alcuni operatori a marzo che pensavano ad un rialzo fino ai 150 dollari o piú. Per il momento ci si attiene alla tecnica, la dinamica di lungo é ora ribassista, i supporti a 70 dollari sono stati rispettati, ora c'é il test di area 90 dollari che, qualora dovesse fallire, potrebbe riportare le quotazioni al ribasso. Nel frattempo facciamo attenzione anche al gas ttf che ritorna sui massimi visti a marzo, quello sí indice di problemi di natura economica, allo stesso tempo peró dobbiamo considerare il fatto che questi prezzi sono estremamente lontani da quelli visti nel 2022.
Il cacao perde il 5% a causa dell'aumento delle scorte sull'ICE
Il petrolio guadagna il 3% tra l'escalation USA-Iran e le interruzioni delle forniture nel Mar Nero.
🔼 L'oro guadagna l'1,7%
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